Carla Ferrante punta ad entrare in Consiglio regionale con una idea ben precisa: sovvertire la prassi locale che vuole far passare il diritto di un cittadino per un favore fornito o concesso dal politico di turno.
Giornalista di professione, candidata in una lista – l’Udc – composta esclusivamente da volti nuovi, Ferrante osserva e racconta da anni le criticità e le problematiche del territorio regionale e le istanze raccolte nei giorni scorsi, nell’ambito della campagna elettorale, non sono altro che una conferma su cui focalizzare meglio l’attenzione e dare una impronta precisa alla sua idea per contribuire a migliorare l’amministrazione del Molise.
“Credo che in mezzo a tanti problemi dobbiamo avere la forza e la capacità di guardare anche il bicchiere mezzo pieno“, ci riferisce.
“La politica si è assuefatta ai soliti problemi di questo territorio al punto di non riuscire più ad ascoltare veramente le persone. Si è creato un ‘loop’ a cui sembra quasi impossibile reagire“.
Quali sono i punti principali su cui credi di intervenire?
“Partiamo dal presupposto che bisogna partire dalle piccole cose e quindi dalle esigenze reali e realizzabili.
La sanità è l’argomento portante su cui dobbiamo innanzitutto confrontarci. Sarà fondamentale rafforzare la rete territoriale. La politica regionale nei prossimi anni dovrà investire su questa. E’ necessario restituire i medici di famiglia alla comunità, limitando l’ingolfamento degli ospedali.
Per quanto riguarda la viabilità, è indubbio che va pensato un rafforzamento del collegamento Adriatico-Tirreno. Ma allo stesso tempo dobbiamo essere consapevoli che un progetto come l’autostrada è inverosimile. Per cui, si dovrà progettare un raddoppio di carreggiata nei tratti in cui sarà possibile secondo le caratteristiche del territorio. Per il resto, dobbiamo sfruttare ciò che abbiamo e rilanciare il collegamento esistente con attività e insediamenti industriali e commerciali lungo il percorso.
Passando ai trasporti, è necessaria, come nota, una riorganizzazione della rete, sia di quella su gomma che di quella ferroviaria. Uno degli aspetti in cui credo è quello di puntare sulla mobilità serale e notturna, per dare modo a tanti lavoratori, ma anche a residenti, avventori, turisti, di avere garanzie di spostamento anche in orari al di fuori di quelli attuali, senza l’obbligo di fare ricorso al proprio mezzo.
Un passaggio poi sull’agricoltura. Il settore è in evoluzione ed è in corso una modernizzazione. Bisogna garantire ai giovani del nostro territorio che contribuiscono al “turnover” generazionale di scegliere questo ambito lavorativo e sviluppare le loro idee innovative, fornendo loro gli strumenti necessari, favorendo la loro crescita. Ricordiamoci che viviamo in una terra a forte vocazione agricola e dobbiamo alimentarne la continuità andando al passo con i tempi, senza restare indietro.
L’argomento si intreccia con un altro aspetto: gli insediamenti produttivi. Non possiamo dire “no” a priori. Ci vogliono sì attente valutazioni. Ci sono gli studi di fattibilità. Dopodiché bisognerebbe aprire maggiormente le porta a iniziative che generano lavoro. Tutto ciò senza stravolgere il territorio e soprattutto individuando i terreni adatti, senza togliere quelli ‘fertili’ all’agricoltura“.
Gli schieramenti in corsa per le elezioni si sono reciprocamente accusati di candidare la vecchia guardia o comunque personalità già presenti da anni nella classe dirigente regionale. Cosa ne pensi?
“Siamo in democrazia ed è normale che una parte della proposta comprenda coloro che già hanno ricoperto determinati incarichi, spetta all’elettore scegliere se confermarli o meno. Credo che non dobbiamo allontanarci dalla politica per protesta. Piuttosto dobbiamo trasformare il dissenso in una scelta diversa, facendola confluire su nomi, volti e progetti nuovi“.
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