Ore 14.30. Il processo sull’omicidio della vigilia di Natale 2021 arriva al momento cruciale. Questa mattina l’udienza con le richieste finali delle parti che dovranno essere valutate dai giudici popolari per l’emissione della sentenza a carico di Giovanni De Vivo, operaio ed ex dj campobassano di 39 anni, accusato di aver sferrato un colpo mortale con una coltellata alla gola nei confronti di Cristian Micatrotta in via Vico. A prendere per prima la parola il pubblico ministero Viviana De Palma, che ha parlato di un delitto commesso lucidamente, tramite un’arma bianca portata dall’imputato quella sera, consapevole di dover incontrare almeno due persone. Movente del delitto: una cessione di droga (cocaina) avvenuta qualche ora prima e che avrebbe generato malintesi e malumori. Il pm ha tuttavia escluso l’aggravante della premeditazione, ritenendo che non sussistano gli elementi ritenuti necessari per provarla, come stabilito anche dalla Suprema Corte. Al termine della requisitoria la richiesta di condanna è di 21 anni e tre mesi di reclusione (la pena minima stabilita dal Codice Penale per l’omicidio volontario è 21 anni, senza tenere conto delle eventuali attenuanti o aggravanti). Sono seguite le arringhe degli avvocati di parte civile, Fabio Albino, Domenico Fiorda e Roberto D’Aloiso, che rappresentano i familiari e la compagna di Cristian, e che hanno invece insistito sulla premeditazione. Per i legali, De Vivo – all’arrivo in via Vico, dove vive l’imputato, dell’auto dove era presente anche la vittima – si è avventato subito sul fratello della compagna di Critian, ferendolo alla mano, e avrebbe poi colpito a morte il giovane geometra. Per Albino, il contenuto dei messaggi inviati via telefono prima dell’omicidio proverebbero che De Vivo ha cercato quell’incontro con cattive intenzioni e ha parlato di dichiarazioni false fatte dall’imputato. “Cristian non era uno spacciatore ed era una persona buona, altruista e garbata”. La parola passa alla difesa, curata dall’avvocato Mariano Prencipe, che punta sulla legittima difesa o sull’eventuale eccesso della stessa, considerando la disparità di mezzi o armi utilizzate.
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