Il Consiglio regionale nella seduta di questa mattina ha approvato a maggioranza il “Piano regionale di dimensionamento della rete scolastica e dell’offerta formativa per l’A.S. 2025/2026” presentato dalla Giunta regionale.
Ha illustrato all’Aula il provvedimento il consigliere relatore, Fabio Cofelice, che, tra le altre cose, ha evidenziando come lo stesso sia stato licenziato con parere favorevole della IV Commissione permanente. Cofelice, inoltre, ha sottolineato come il Piano, non comportando assolutamente la riduzione di classi o modificazioni agli attuali livelli occupazionali, persegue gli obiettivi di efficientamento amministrativo e di sostenibilità economica, operati sulla base dei dati demografici del territorio molisano e della conseguente popolazione scolastica.
Sono seguiti gli interventi per dichiarazione di voto dei consiglieri Primiani e Salvatore. Quest’ultima ha annunciato all’Aula, motivandola, la decisione dei consiglieri del Partito Democratico di non partecipare al voto.
Salvatore: “Tagli inaccettabili”
“Non ho partecipato al voto sul dimensionamento scolastico. Quello che sta succedendo è inaccettabile e dimostra che, da Roberti a Melonio la ratio è soltanto una: risparmiare sulla scuola pubblica”.
Così la consigliera regionale del Partito Democratico Alessandra Salvatore nel corso della discussione sul Piano regionale di dimensionamento della rete scolastica e dell’offerta formativa per l’anno scolastico 2025/2026 (D.G.R. n. 605 del 27.12.2024).
“Il Governo regionale – ha spiegato l’esponente dem, che assieme a Vittorino Facciolla non ha preso parte al voto (mentre si è congedata la collega di partito Micaela Fanelli)- avrebbe dovuto chiedere di evitare di fare cassa con ulteriori soppressioni di autonomie scolastiche in Molise. Qui non è in gioco solo questa o quella dirigenza scolastica, la posta è molto più alta e ne va della sopravvivenza stessa delle nostre comunità, dove le scuole sono un presidio dello Stato e vanno tutelate”.
Per il triennio 2024/2025 – 2025/2026 e 2026/2027 si dovrà arrivare a 44 autonomie, dalle attuali 51 dirigenze scolastiche, “cosa che, in una regione come la nostra, che è tutta un’area interna e disagiata, equivale ad un “piano di tagli” più che di dimensionamento. La Regione oggi avrebbe dovuto assumere questa posizione. Invece segue la stessa ratio del Governo Meloni che -in contrasto con i principi posti a base dei finanziamenti Pnrr in materia scolastica-, mentre risparmia sulla nostra scuola pubblica, tagliando presidi istituzionali su territori come il nostro, con la Finanziaria appena varata aumenta, per il 2025, di 50 milioni di euro la dotazione in favore delle scuole paritarie. Tutto questo è sempre più inaccettabile. Occorre opporsi alla desertificazione istituzionale, perché è uno dei fattori che contribuiscono allo spopolamento. Quando la coperta è corta si sceglie da quale parte tirarla, ma togliere alla scuola pubblica è assurdo, oltre che controproducente. Ancora di più per chi vive e studia in Molise”.