Il presidente della Giunta Regionale del Molise, Francesco Roberti, ha preso parte, nel pomeriggio di venerdì 4 aprile, a Roma, in via dell’Astronomia, nella sede di Confindustria, agli Stati Generali della Protezione Civile, un momento di confronto tra istituzioni, comunità scientifica, componenti e strutture operative per discutere insieme del futuro del Servizio Nazionale.
L’evento è stato organizzato dal Ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, e dal Dipartimento di Protezione Civile, in collaborazione con Confindustria, terminerà domenica 6 aprile e ha lo scopo di rafforzare la collaborazione tra gli attori internazionali, nazionali e territoriali, creando un modello virtuoso che getti le basi per il futuro della protezione civile come sistema integrato di competenze in grado di rispondere alle nuove sfide alle quali è chiamato a rispondere il Paese.
Sei i tavoli tematici con l’obiettivo di approfondire alcuni argomenti chiave di protezione civile: emergenze, normativa, prevenzione, tecnologie, territorio e volontariato.
Il presidente Francesco Roberti è intervenuto nel corso della II Sessione Plenaria, dal tema “Il contributo delle Componenti del Servizio Nazionale della Protezione Civile alla luce delle recenti emergenze”, moderato da Natale Mazzei, vice capo del Dipartimento della Protezione Civile.
“Il tema della Protezione Civile, in Molise, è particolarmente sentito – ha esordito Roberti. – Abbiamo imparato a conoscere il sistema di Protezione Civile con due eventi drammatici: nel 2002 con la tragedia del crollo della scuola Jovine di San Giuliano di Puglia a seguito del sisma del 31 ottobre e, qualche mese dopo, nel 2003, con l’alluvione nel basso Molise, che colpì l’area industriale di Termoli, dove sono presenti tante multinazionali e aziende. Con l’apertura delle paratie della diga, per il grande quantitativo di pioggia, ci ritrovammo l’intera area industriale allagata. Questi eventi ci hanno lasciato tanti insegnamenti, soprattutto in tema di prevenzione e sicurezza”.
“Il Molise, inoltre, è la seconda regione per rischio dovuto al dissesto idrogeologico – ha proseguito Roberti – e abbiamo una delle frane più grandi d’Italia, che insiste nel comune di Petacciato verso il Mare Adriatico, dove passano l’Autostrada A14 e la tratta adriatica della ferrovia. La Protezione Civile, in Molise, così, ha costituito un buon sistema di monitoraggio con le reti pluviometriche e di controllo dei movimenti della frana di Petacciato, ma anche con una ottima organizzazione per prevenire gli incendi boschivi”.
“Nel Sistema nazionale – ha ricordato Roberti – la Protezione Civile del Molise ha dato il proprio contributo in numerose emergenze, in Italia ed all’estero: sisma d’Abruzzo nel 2009, quello di Haiti nel 2010, alluvione di Genova nel 2011, sisma dell’Emilia Romagna nel 2012, quello del centro Italia nel 2016, quello d’Albania nel 2019; oltre ad aver fronteggiato, proprie e numerose, emergenze sul territorio molisano come i vari episodi di neve a bassa quota del 2005, 2012 e 2017; il sisma del basso Molise del 2018, le varie emergenze legate agli incendi boschivi, come quelle degli ultimi anni del 2017, 2020 e 2021, le varie, e sempre più frequenti emergenze idriche, che in vari momenti, a volte anche più volte l’anno, hanno interessato porzioni più o meno estese del nostro territorio, l’ultima quella dell’estate 2024. Ovviamente senza dimenticare quella che ha segnato l’intero pianeta, il Covid, dove tutto il sistema regionale (Servizio di protezione civile e volontariato) si è prodigato nell’assistenza alla popolazione”.
“La nuova sfida è rappresentata dalla capacità di adattarsi ai tempi, investendo risorse e rafforzando la Protezione Civile attraverso il personale in pianta stabile, che si aggiorna e forma costantemente, il quale va ad aggiungersi al sistema del volontariato, pur indispensabile nell’ambito del sistema stesso. In Molise, utilizziamo i droni per monitorare il nostro territorio; inoltre, abbiamo una colonna mobile, a Campochiaro, con un eliporto, un ospedale da campo, una cucina da campo che ha una capacità di 1.500 pasti, per dare supporto in caso di emergenza”.
Col presidente Francesco Roberti, anche il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi; il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto; la sottosegretaria alla Presidenza della Regione Emilia-Romagna Manuela Rontini; Giulia Zanotelli, coordinatrice Commissione speciale Protezione civile della Conferenza delle Regioni – assessore all’agricoltura, promozione dei prodotti trentini, ambiente, difesa idrogeologica e enti locali della Provincia Autonoma di Trento; Marco Gabusi, assessore ai Trasporti e Infrastrutture, Opere pubbliche e Difesa del suolo, Protezione civile della Regione Piemonte; Giampaolo Bottacin, assessore all’Ambiente, Clima, Protezione civile, Dissesto idrogeologico della Regione Veneto; Raul Giampedrone, assessore alla Difesa del suolo, Protezione civile, Infrastrutture e Viabilità, Edilizia ospedaliera, IRE spa, Ambiente, Tutela del territorio e Ecosistema costiero, Antincendio boschivo, Emergenze della Regione Liguria; il sindaco di Rieti e presidente ANCI Lazio, Daniele Sinibaldi; Gerardo Stefanelli, componente del comitato direttivo UPI; il presidente di UNCEM, Marco Bussone.
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