Il Molise è nel mirino del cambiamento climatico e i segnali sono ormai inconfondibili. L’aumento delle temperature, la crescente scarsità di risorse idriche e i fenomeni estremi come frane e desertificazione sono una minaccia concreta che il territorio non può più ignorare. La Regione è tra quelle più vulnerabili, e il futuro è a rischio se non si interviene subito per contenere l’emergenza climatica che la sta travolgendo.
Il Centro Studi Cambiamento Climatico di Ecogest ha analizzato le proiezioni future, evidenziando come il Molise stia diventando un terreno sempre più instabile. La regione, situata nel cuore del Mediterraneo, è colpita da un riscaldamento superiore del 20% rispetto alla media globale, con effetti devastanti sulla sicurezza del suolo e sulla disponibilità di acqua. Il 16% del territorio molisano è a rischio frane e, se non si adottano misure urgenti, la situazione continuerà a peggiorare, con impatti gravi per l’ambiente e l’economia.
Le previsioni sono preoccupanti: la temperatura media potrebbe aumentare di circa 18,82°C entro la fine del secolo, con giorni estivi sempre più torridi e siccità che diventeranno la norma piuttosto che l’eccezione. A tutto questo si aggiunge la persistente carenza di infrastrutture moderne e una manutenzione insufficiente, che aggravano la dispersione idrica e mettono in crisi la gestione delle risorse.
“I dati che presentiamo – afferma Valerio Molinari, presidente del CCSC e azionista di Ecogest Spa – sono un campanello d’allarme che non possiamo ignorare. Il Molise sta vivendo una crisi climatica che richiede azioni concrete e rapide. Solo con politiche tempestive e strategie sostenibili potremo sperare di prevenire danni irreparabili.”
Un’azione concreta per le infrastrutture
Le infrastrutture, in particolare quelle stradali, sono in prima linea nel dover fronteggiare gli effetti del cambiamento climatico. La manutenzione delle infrastrutture non è più un’opzione, ma una necessità urgente.
“Le soluzioni esistono – continua Molinari – e sono numerose. Si devono applicare tecnologie avanzate, come telecamere online, stazioni meteorologiche e sensori di carico stradale per monitorare le condizioni delle strade e migliorare la gestione del traffico. Inoltre, l’introduzione di impianti a verde, con piante autoctone, aiuterà non solo a mitigare l’effetto isola di calore, ma anche a garantire una maggiore sostenibilità delle nostre infrastrutture.”